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Tavola Rotonda: “Concorrenza e Deontologia: verso il Notariato del futuro”

 

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“Concorrenza e Deontologia: verso il Notariato del futuro”

7 aprile 2014

Programma

Il tema discusso durante la Tavola Rotonda rappresenta un punto centrale per il Notariato e auspichiamo, pertanto, che il Cnn, al termine di un percorso di confronto, già avviato sul territorio, e di approfondimento (anche di materie non strettamente e/o tradizionalmente notarili), arrivi all’elaborazione di una linea politica che si evidenzi in atti concreti, a partire dalla ri-visitazione del Codice deontologico, anche alla luce di quello che è successo negli ultimi 5/6 anni.

Noi sappiamo bene, e lo diciamo da tanto tempo, che i notai non sono tutti uguali e queste differenze diventano sempre più marcate (anche grazie a provvedimenti degli ultimi anni su tariffe e sedi), ma il Notariato è, e dovrà essere ancora domani, in grado di “garantire” una qualità che giustifica il numero programmato, un concorso pubblico per l’accesso alla professione e le nostre riserve in materia societaria e immobiliare.

Occorre, pertanto, trovare il nuovo “punto di equilibrio” tra ciò che può e deve essere lasciato all’esclusiva cura del singolo notaio (di cui può e deve rispondere solo lui, nel bene e nel male) e ciò che deve garantire il “Sistema Notariato”. E occorre definire questi spazi individuando le procedure, le regole, i controlli e gli strumenti per rendere effettiva, dal Sistema Notariato, tale garanzia, nell’interesse primario dello Stato e nell’interesse dei cittadini e delle imprese. Bisogna arrivare a definire esattamente il confine tra Concorrenza e Pubblica Funzione e i limiti di applicabilità di determinate regole della Concorrenza all’esercizio di una Pubblica Funzione. Occorre evidentemente avere un approccio “laico” che porti, però, a delle conclusioni (approfondite e ragionate) che poi vanno difese e portate fino in fondo.

Probabilmente, il “faro” da seguire in questo percorso non può essere certamente l’Antitrust, né la Giustizia Amministrativa, ma è la Cassazione, che negli ultimi tempi, con sentenze “quasi-fotocopia” (che trovate disponibili in calce) ha enucleato alcuni principi cardine che potranno essere la base e il riferimento per la riforma del Codice Deontologico:

“……la possibilità di pattuire compensi inferiori rispetto a quelli discendenti dalla applicazione della tariffa, non deve in ogni caso tradursi in un pregiudizio per il cliente in termini di qualità della prestazione;…..l’estensione dell’autonomia privata non può realizzarsi attraverso pratiche professionali scorrette e con strumenti di acquisizione della clientela non conformi all’etica della comunità professionale alla quale il notaio appartiene….Il notaio, giurista di alta qualificazione che accede alla professione a seguito di una rigorosa selezione e sottoposto a vigilanza e controlli ispettivi anche a fini disciplinari, conferisce all’utente del diritto la sicurezza giuridica e, prevenendo possibili liti, costituisce un elemento indispensabile per la stessa amministrazione della giustizia…..Di qui, ancora, la sanzionabilità, sotto il profilo disciplinare, dell’illecita concorrenza realizzata attraverso comportamenti del notaio contrari ai doveri di correttezza professionale o servendosi di altri mezzi non confacenti al decoro ed al prestigio della classe notarile, come il citato art. 147, comma 1, lettera e, continua a prevedere, una volta venuto meno, per abrogazione, il riferimento alla condotta di riduzioni di onorari, diritti o compensi. Il che avviene, a titolo esemplificativo, quando il notaio esegua la propria prestazione in modo sistematicamente frettoloso o compiacente o violi il principio di personalità della prestazione, ovvero provveda a documentare irregolarmente, anche dal punto di vista fiscale, la prestazione resa, o ponga in essere comportamenti di impronta prettamente commerciale non confacenti all’etica professionale (si pensi all’acquisizione di rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi alla correttezza o al decoro, o, ancora, all’offerta di servizi, come finanziamenti e anticipazioni di somme, che non rientrano nell’esercizio dell’attività notarile) o non adeguati alla diligenza del professionista avveduto e scrupoloso, o che possano comunque nuocere alla sua indipendenza, alla sua imparzialità e alla sua qualità di pubblico ufficiale…….”

E ancora, in materia di “Attività di controllo e vigilanza”:

“….il notaio è tenuto a prestare al Consiglio notarile la più ampia collaborazione al fine di consentirgli di esercitare nel modo più efficace il potere-dovere di vigilanza e di controllo e le altre funzioni ad esso demandate dalla legge, ai fini della garanzia della qualità della prestazione e della tutela del prestigio e del decoro della categoria (art. 21) . In particolare, il notaio è tenuto a comunicare al Consiglio notarile distrettuale ovvero direttamente al Consiglio nazionale del notariato i dati e le informazioni in genere che gli siano richiesti da tali organi, anche con carattere di periodicità, riguardanti la propria attività professionale, le modalità di svolgimento della stessa e l’osservanza delle normative in materia di adempimenti, sia nella sua generalità per specifici periodi, sia per settori, luoghi o altre modalità determinate; ha altresì il dovere di esibire o trasmettere copia o estratti del repertorio, di atti, registri, libri e documenti, anche di natura fiscale, e di fornire relazioni scritte o di rispondere a questionari riguardanti le modalità. di svolgimento dell’attività professionale (art. 22, primo comma, lettere a e b).”

E in tema di Personalità della prestazione:

”…I doveri del notaio di audizione delle parti, di informazione delle stesse, di imparzialità ed equidistanza tra di esse vanno adempiuti dal professionista sia prima che dopo la stesura dell’atto da leggere alle parti, con la conseguenza che deve escludersi che il notaio possa sistematicamente delegare le suddette attività preparatorie ai propri collaboratori, senza incorrere in responsabilità disciplinare, e che in tema di responsabilità disciplinari a carico di notai costituisce illecito deontologico il comportamento del professionista il quale proceda al mero accertamento della volontà delle parti ed alla direzione nella compilazione dell’atto, ma ometta di interessarsi delle attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto e del risultato pratico perseguito…Si censura l’ordinanza impugnata per aver ritenuto legittima la prassi di far preparare autonomamente dai collaboratori del notaio, senza alcun intervento da parte di quest’ultimo, gli atti definiti di “routine”; tale convincimento..si pone in contrasto con l’orientamento giurisprudenziale che ritiene censurabile sotto il profilo disciplinare l’attività notarile svolta mediante una organizzazione di persone e mezzi nella quale il professionista, riservando a sé compiti direttivi, deleghi ad altri gran parte delle prestazioni professionali. L’ordinanza impugnata ha infine ritenuto che tali conclusioni fossero confortate anche dalla evoluzione stessa delle professioni liberali in genere, in cui la stretta personalità della prestazione spesso cede il passo di fronte alla adeguatezza ed alla complessità dell’organizzazione di supporto, specie in realtà caratterizzate da contatti con il mondo delle imprese.Tale convincimento non può essere condiviso.”

Io credo e mi auguro che in queste righe e nelle altre che si sono scritte e che si stanno scrivendo si possano trovare le risposte e le soluzioni che cerchiamo in tema di deontologia, “pratiche predatorie”, “concorrenza sleale”, “personalità e qualità della prestazione” e “attività di vigilanza e di controllo”.

Ma occorre fare ancora di più e, per questo, abbiamo fatto la scelta di  coinvolgere nelle nostre riflessioni anche degli esperti di diritto della concorrenza e di economia, in quanto riteniamo importante imparare a padroneggiare certi strumenti e che sia fondamentale ascoltare anche voci nuove che ci possono aiutare a ragionare su temi con cui non abbiamo ancora grande confidenza.

Dobbiamo innanzitutto capire “se”, “quanta” e “quale” concorrenza possa migliorare il rapporto quantità/qualità/prezzo di offerta dei servizi notarili, senza compromettere le finalità perseguite dalla regolazione dell’attività. Occorre verificare se sia dimostrato anche che una maggiore concorrenza fra notai, e/o fra questi e altri professionisti, migliori sempre l’efficienza o il benessere della collettività.

 E, infine, per cercare di dare una serie di risposte ai temi posti, dobbiamo “sconfinare” necessariamente in ambito economico. Per questo motivo abbiamo chiesto aiuto ad un’economista, la Prof. Arcari, con la quale si sta approfondendo la possibilità di realizzare uno studio scientifico/statistico (attraverso la mappatura di un campione eterogeneo di “notai”) sul “costo di produzione” delle singole attività notarili (il cd. Costing). Mai si è fatto in questo ambito e non sappiamo quali saranno gli esiti, ma è un tentativo che, credo, sia doveroso fare e i cui esiti saranno ovviamente, a disposizione della categoria.

 Materiale della Tavola Rotonda:

Sentenza del 14 febbraio 2013  n.3715 su Tariffe e Qualità della Prestazione 

Sentenza del 23 gennaio 2014 n. 1437 sul Monitoraggio

Sentenza del  4 aprile 2014 n.8036 sulla Personalità della Prestazione

Per venire incontro alle numerosissime richieste di partecipazione, e data l’importanza del tema trattato, è stata realizzata, grazie alla collaborazione della Web-Tv del Consiglio Notarile di Como e Lecco, la trasmissione in streaming dell’intero Convegno (suddiviso per i singoli interventi dei relatori), le interviste ai protagonisti ed un ampio servizio sull’evento. Per visionare i video occorre cliccare qui.

Sono in ogni caso disponibili le seguenti

Relazioni Scritte:

Cesare Licini, notaio in Pesaro, Componente Consiglio Direzione dell’Uinl, Nuovi equilibri tra professionalità notarile, condotte concorrenziali e pratiche predatorie: un’analisi gius-economica;
Anna Genovese, Professore ordinario di Diritto Commerciale dell’Università degli Studi di Verona, Regolazione e Concorrenza nell’offerta di Servizi Notarili;
Carmelo di Marco, notaio in Pavia, componente della Giunta di Federnotai, I falsi miti della Concorrenza (Slides)

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