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Indebitamento, a Varese il Convegno sulla composizione della crisi ex lege 3/2012

Camera di Commercio di VareseIl giorno 8 aprile 2013 si è tenuto a Varese, presso la sede della Camera di Commercio, il convegno dal titolo “La crisi economica e il sovraindebitamento. Il procedimento di composizione della crisi previsto dalla legge 3/2012”, organizzato dalla Camera di Commercio di Varese in collaborazione con l’Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia.

Durante il convegno, aperto con i saluti del Presidente del Tribunale di Varese, Miro Santangelo, e del Segretario della Camera di Commercio di Varese, Mauro Temperelli, e moderato dal Presidente dell’Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia, Domenico Chiofalo, si è discusso del fenomeno del sovraindebitamento che, secondo uno studio della Banca d’Italia pubblicato in inglese nel febbraio 2013 dal titolo: “Household over-indebtedness: definition and measurement with Italian data”, riguarda l’8,2% delle famiglie italiane.

E’ stato inoltre illustrato lo strumento che potrebbe ridurre l’emergenza: la Legge n. 3 del 27 gennaio 2012, come modificata dall’art. 18 D.L.  n. 179 del 18 ottobre 2012, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012 .

Nel corso del convegno si sono susseguiti gli interventi:

  • del professore di Diritto Processuale Civile dell’Università degli Studi di Verona Alberto Maria Tedoldi su “Le linee della nuova disciplina sulla composizione della crisi da sovraindebitamento e sulla liquidazione del patrimonio”;
  • del notaio Alessandra Mascellaro su “L’accordo per la composizione della crisi da sovraindebitamento”;
  • del commercialista e avvocato Roberto Drisaldi su “Gli organismi di composizione della crisi: ruolo, funzioni e requisiti necessari”;
  • dell’avvocato Fabio Bombaglio su “Sovraindebitamento: la composizione della crisi si estende al consumatore”;
  • del giudice del Tribunale di Varese, Cristiano De Giovanni sui “Poteri e funzioni del Tribunale”.

I numeri dello studio della Banca d’Italia (studio del febbraio 2013, con riferimento al 2010) indicano che il problema del sovraindebitamento riguarda l’8,2% dei nuclei familiari. Oltre l’8% delle famiglie italiane presenta almeno uno tra i tipici sintomi da sovra-indebitamento:

  • la spesa mensile per ripagare il totale dei prestiti, superiore al 30% del reddito lordo mensile;
  • il superamento della soglia di povertà a causa del rimborso del prestito complessivo;
  • l’impiego di più del 25% delle entrate mensili lorde per ripagare debiti non garantiti;
  • gli arretrati di somme dovute, superiori a 3 mesi;
  • il cumulo di oltre 4 prestiti.

Il 3,1% dei nuclei italiani spende inoltre più del 30% delle sue entrate per ripagare i debiti. Secondo i dati riportati in un altro studio della Banca d’Italia del settembre 2012 (riferiti al 2010) “L’indebitamento delle famiglie italiane dopo la crisi del 2008”, il 5,5 % delle famiglie indebitate, pari all’1,2 % di quelle totali (circa 300mila famiglie) si trova in una condizione di sovraindebitamento. Di queste, circa 160mila, ossia lo 0,6% del totale, è talmente “sovraindebitato” al punto che, non solo non riesce a pagare, ma le sue passività sono superiori alle attività. L’85% di questi nuclei familiari arriva con molta difficoltà a fine mese, mentre il 70% si trova nella condizione di sovraindebitamento per aver contratto un credito al consumo oppure un mutuo e un credito al consumo. La condizione di sovraindebitamento scatta quando una famiglia non riesce a rimborsare un prestito con un arretrato di oltre 90 giorni.

La nuova procedura di composizione delle crisi da sovraindebitamento, introdotta dalla legge 3/2012 e modificata con un D.Lgs del 18 ottobre 2012, consente al professionista, consumatore o piccolo imprenditore non assoggettabile a fallimento di concludere un “concordato” con i creditori quando abbiano accumulato debiti superiori alle proprie capacità economiche. E la definizione di questo concordato avviene con l’ausilio di appositi organismi di composizione o di un professionista scelto fra notai, avvocati e commercialisti. La nuova legge assegna quindi un ruolo di grande rilievo ai professionisti, che possono svolgere, su delega del Giudice, i compiti degli organismi di composizione della crisi, aiutando il debitore a trovare l’accordo con i creditori e attuando una serie di funzioni di garanzia e di ausilio al Giudice.

La nuova procedura è quindi un classico esempio di attività di “sussidiarietà” dei professionisti nei confronti della pubblica amministrazione, che potrà consentire una sempre maggiore semplificazione e riduzione dell’attività giudiziaria.

 

Slides dell’intervento del notaio Alessandra Mascellaro “La crisi economica e il Sovraindebitamento” 


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1 Risposta »

  1. Salve, mi sembra una misura molto d’accordo con i tempi moderni.
    Ci saranno tante le persone che saranno beneficiate con questa legge che permetterà di cercare una soluzione alla forma di pago.
    Con questo le banche e finanziare potranno recuperare suoi soldi, non sicuramente nel tempo previsto inizialmente e tra altro permetterà ai piccoli imprenditori e persone per bene che si hanno visto coinvolti in questa crisi di pagare suoi debiti.
    Mi domando, che passerà con le persone che sono già segnalate nel sistema dei cattivi pagatori per non potere pagare a tempo le sue rate prima della uscita di questa legge?
    Posso dire che Italia sta dando passi molti importanti per il benessere del suo popolo.
    Grazie.

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